Il cerchio che ritorna: a Badalucco, tra poesia, presenza e Oriente
C’è un momento, ogni tanto, in cui sentiamo il bisogno di uscire dal rumore, non per fuggire dal mondo, ma per tornare a qualcosa di più essenziale: uno spazio vero, un ascolto più profondo, un gesto condiviso.
Il 21 marzo 2026, a Badalucco, avrò la gioia di partecipare a Visioni d’Oriente, un pomeriggio dedicato all’arte, alla spiritualità e alla presenza, all’interno del vernissage della mostra-concorso. Il mio intervento sarà un piccolo viaggio tra poesia, silenzio e ascolto, seguito dalle Danze di Pace Universale, guidate da Lara Cristadoro.
Un pomeriggio per rallentare
Viviamo in un tempo curioso: siamo sempre connessi, ma raramente in contatto. Abbiamo parole ovunque, ma spesso ci manca l’ascolto. Corriamo molto, ci sfioriamo continuamente, eppure non sempre ci incontriamo davvero.
Qualche settimana fa ero in fila al supermercato. Davanti a me una signora guardava il telefono. Dietro di me un uomo guardava il telefono. Io guardavo il telefono. Eravamo a pochi centimetri di distanza, eppure eravamo lontanissimi.
A un certo punto ho alzato lo sguardo e mi sono chiesto: quando abbiamo smesso di guardarci negli occhi?
Forse è anche per questo che esperienze come Visioni d’Oriente a Badalucco mi sembrano preziose. Perché ci offrono la possibilità di rallentare, respirare e ritrovare una forma antica e semplice: il cerchio.

Il cerchio, la poesia, la presenza
Un tempo si viveva in cerchio. Il cerchio è la forma più antica della comunità: nessuno è davanti, nessuno è dietro, nessuno è più importante di un altro. Il cerchio non ha gerarchie, ha presenza.
Il mio intervento partirà proprio da qui: dal bisogno di tornare al centro, di ritrovare una qualità dell’ascolto che non sia soltanto mentale, ma anche umana, incarnata, condivisa.
Cammineremo insieme tra alcune voci che hanno accompagnato il mio percorso interiore. Ci sarà il silenzio essenziale di Lao Tzu, il coraggio vivo di Forugh Farrokhzad, la luce delicata di Tagore e, naturalmente, la voce di Rumi, poeta dell’anima e del cuore.
Da Lao Tzu a Forugh Farrokhzad, fino a Rumi
Ci sono autori che non entrano nella nostra vita come semplici letture, ma come presenze. Arrivano in un momento preciso e aprono una piccola fessura, da cui comincia a filtrare luce.
Lao Tzu mi ha insegnato il valore del vuoto, del silenzio, dell’attenzione. Forugh Farrokhzad, voce femminile intensa e coraggiosa, mi ricorda che la spiritualità non è fuga dalla vita, ma immersione sincera nella verità del vivere. Tagore porta con sé una luce gentile, una fiducia che non ha bisogno di gridare.
E poi c’è Rumi, che per me non è mai stato soltanto un poeta. È una soglia. È una voce che non si limita a parlare dell’amore, ma lo trasforma in movimento, in respiro, in danza.
Non a caso, dopo il momento delle parole, entreremo nel corpo e nel gesto condiviso con le Danze di Pace Universale. Perché la poesia, quando resta solo nella testa, è bellezza. Quando entra nel corpo, diventa esperienza.
Le Danze di Pace Universale a Badalucco
Uno degli aspetti più belli di questo appuntamento sarà proprio il passaggio dalla parola al passo, dall’ascolto alla danza condivisa. Le Danze di Pace Universale sono danze circolari cantate, ispirate a tradizioni spirituali di tutto il mondo. Non servono abilità particolari, non serve “saper fare”, serve solo la disponibilità a entrare nel cerchio.
Tenersi per mano, respirare insieme, seguire un ritmo semplice: a volte la pace comincia così, senza clamore, senza teoria, senza grandi dichiarazioni. Comincia con un piccolo cerchio di esseri umani che scelgono di essere presenti.
In Viaggio con Rumi, un libro nato da un incontro
Molti anni fa ho incontrato le parole di Rumi in un momento particolare della mia vita. Non mi hanno dato risposte pronte, non mi hanno “spiegato” il mondo, ma hanno aperto uno spazio. Da quell’incontro è nato, nel tempo, un cammino interiore e narrativo che ha preso forma nel mio libro In Viaggio con Rumi.
Porterò alcune copie del libro anche a Badalucco, per chi sentirà il desiderio di continuare questo viaggio. Ma prima del libro, prima ancora delle parole stampate, ci sarà l’esperienza viva dell’incontro.
Visioni d’Oriente, un invito a esserci
Ci sono eventi che si visitano. E poi ce ne sono altri che si attraversano.
Visioni d’Oriente, per come lo sento io, appartiene alla seconda categoria. Non sarà solo un pomeriggio culturale, ma un piccolo spazio di presenza, bellezza e condivisione. Un’occasione per ritrovarsi, per ascoltare, per lasciarsi toccare da parole antiche e gesti semplici.
Se sentirai il richiamo di questo spazio, ci vediamo a Badalucco, il 21 marzo 2026 alle ore 15, presso UpArte Art Gallery, Piazza Duomo 1.
Forse il cerchio è proprio questo: un luogo in cui, anche solo per un pomeriggio, smettiamo di essere in fila e torniamo finalmente insieme.
Dettagli evento
Visioni d’Oriente
21 marzo 2026, dalle ore 15 alle ore 17
UpArte Art Gallery, Piazza Duomo 1, Badalucco (IM)
Intervento di Madhumaya: dalla poesia alla presenza, dalla parola al passo, dall’ascolto alla danza condivisa.
Danze di Pace Universale guidate da Lara Cristadoro.

Chi scrive: Madhumaya, scrittore e viaggiatore dell’anima.
In questo spazio condivido pratiche semplici per coltivare: presenza, bellezza e trasformazione.

